Mutuo CAP o mutuo a tasso variabile e tetto massimo d’interesse

Il mutuo a tasso variabile è detto anche mutuo CAP e si intende riferirsi a dei mutui che hanno un tasso d’interesse che non può superare un limite massimo ossia è stato fissato un tetto limite. Oltre quel margine stabilito il tasso d’interesse non può salire, quindi anche se il mercato creerebbe la condizione di aumento la soglia non può essere in nessun modo oltrepassata poiché è stabilito per legge.

Assieme al CAP dobbiamo identificare anche il FLOOR ossia un limite minimo al di sotto del quale il tasso d’interesse non può assolutamente scendere e che in alcuni casi potrebbe costruire addirittura uno svantaggio se quel tasso diventerebbe il più basso, in molti casi il FLOOR non trova applicazione e quindi si cerca di mantenere un equilibrio stabile sia del CAP che del FLOOR stesso.

Se il tasso, a causa della situazione economica dovesse risultare troppo basso potrebbe attrarre molti clienti a sceglierlo per il loro mutuo è per questo che esiste il CAP per sfruttare la convenienza primordiale del tasso molto basso che poi viene aumentato per creare una sorta di equilibrio nella rata periodica che deve essere versato. È per tale ragione che si dice che i due tassi si equivalgono e l’uno in soccorso dell’altro per rendere bilanciata la situazione.

È la stessa banca a rischiare a causa dei numerosi imprevisti a rischiare in prima persona, questo rischio deve essere assolto anche dal mutuatario attraverso l’imposizione di un canone che andrà a formare la rata periodica, cioè una specie di copertura assicurativa che però deve rispettare delle soglie massime d’interesse. Il tetto massimo d’interesse non deve discostarsi da quel livello definito nella norma che rientra nel 6 % e la copertura assicurativa deve essere contenuta allo 0,50% annuo.